Cosa c’è dietro gli insulti e le provocazioni di Trump alla Meloni: parla lo psichiatra. Ecco tutta la verità sul comportamento del tycoon.
L’ennesimo attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni con annessa richiesta, palesemente provocatoria, di “ordine restrittivo” ha generato tante reazioni. In generale in Italia, tutto l’ambiente politico si è schierato con la Premier e si è domandato cosa possa esserci davvero dietro alle parole del presidente americano. A provare a fornire una spiegazione scientifica ci ha pensato al Corriere della Sera, Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e direttore emerito di Neuroscienze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano.

L’attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni: tutta la verità
“Restraining order needed”, ovvero “servirebbe un ordine restrittivo“. Sono state queste le ultime parole di Donald Trump all’indirizzo di Giorgia Meloni che hanno scatenato l’ennesimo caso tra il leader americano e la Premier italiana. Il tycoon ha attaccato di nuovo la Presidente del Consiglio italiana lasciando tutti senza parole.
A provare a spiegare l’atteggiamento del numero uno Usa è stato, come detto, Claudio Mencacci, co-presidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e direttore emerito di Neuroscienze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano. Al Corriere della Sera, lo psichiatra ha subito precisato che dietro il comportamento di Trump non ci sarebbe alcun elemento riconducibile a un disturbo mentale.
Il significato dietro le parole del tycoon
Secondo Mencacci “il presidente degli Stati Uniti utilizza il tentativo di umiliazione come strumento per ridefinire i rapporti di forza con i partner politici”. Si tratterebbe di un comportamento “tutto studiato, tanto più perché avviene a ridosso di un appuntamento politico importante. Il linguaggio è duro, sprezzante. Nel suo caso, come è già accaduto in passato, il tentativo di umiliare e ridicolizzare figure influenti rappresenta un esercizio di dominio”.
Secondo lo psichiatra “Trump prova a mettere in atto una forma di ‘dominanza selettiva’: sceglie un bersaglio simbolico, che in questo caso è anche una donna”. Non solo: “Quando il bersaglio è femminile, l’attacco diventa personale: insiste sugli aspetti fisici ed emotivi, ricorrendo sistematicamente al tentativo di umiliazione e ridicolizzazione”,
Per l’esperto il modo migliore di reagire a questa situazione è una strategia abbastanza serena. “La strategia più efficace consiste nel mantenere un tono neutro, rispondere in modo essenziale, evitare di mostrare reazioni emotive e rafforzarsi attraverso le alleanze”, ha fatto sapere. La Meloni applicherà questa formula?